RIPENSARCI Cooperativa Sociale Onlus

Le finalità che RIPENSARCI Cooperativa Sociale Onlus persegue e per le quali ha sottoscritto una serie di protocolli (il primo fra tutti quello con Arci Basilicata) hanno lo scopo di costituire una rete tra soggetti del terzo settore che possano rendere più agevole interventi in ambito sociale.

Ogni ipotesi di azione prende le mosse dallo studio e dalla analisi del contesto socio economico territoriale di riferimento.

La Basilicata, infatti, è terra di emigrazione. Tra il 2011 e il 2014, il saldo migratorio (negativo) è stato di oltre 6.700 unità, di cui 4.500 giovani (il 68,3%) e 2.600 laureati (il 38,7%), secondo i dati SVIMEZ.

Nel desolante scenario del Mezzogiorno d’Italia, che sempre secondo SVIMEZ, dal 2000 è cresciuto metà della Grecia. La Basilicata del petrolio e della Fiat ha visto tassi di emigrazione, di povertà relativa e di disoccupazione giovanile superiore al resto delle regioni meridionali.

Allo stesso tempo, alcune sue aree interne, come il metapontino e il vulture alto-bradano, sono da quasi un ventennio, il luogo dello sfruttamento più duro di giovani immigrati che, ogni anno, raggiungono quelle zone per lavorare in agricoltura.

La rete di riferimento di Ripensarci e i suoi attori principali (Arci innanzitutto), assieme alla Caritas, ad Emergency, a Libera e ad altre associazioni del territorio, nel corso degli anni scorsi, ha provato a fornire servizi minimi che sottraessero spazio alla illegalità diffusa.

La Basilicata ha dovuto farsi carico nell’ultimo lustro ed oltre, come del resto tutte le altre regioni, della accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati provenienti dagli sbarchi del Mediterraneo.

La Cooperativa Sociale Ripensarci offre servizi  (giusta sottoscrizione di relativi contratti a valle del protocollo innanzi detto) per progetti di accoglienza e in questo campo, non avendo scopo di lucro, sta progressivamente maturando e acquisendo una esperienza che le consente i livelli occupazionali attuali e indirettamente di creare altre opportunità di lavoro.

Molti migranti hanno avviato un percorso formativo e trovato occupazione all’interno dei progetti ma, soprattutto, le esperienze formative in virtù della rete di relazioni e di conoscenze, via via strutturatasi, hanno consentito e stanno consentendo, a diversi giovani stranieri di trovare occupazione in settori quali l’artigianato, l’agricoltura, l’edilizia e i servizi.

Nell’ambito delle attività prestate all’interno delle comunità ospitanti, i ragazzi hanno cominciato a prendersi cura del verde urbano o a curare dei piccoli appezzamenti di terreno (messi a disposizione gratuitamente o presi in affitto a prezzi irrisori) in cui hanno sperimentato, con l’ausilio dei nostri operatori, esperienze di orto sociale ed orto urbano e riqualificazione di aree verdi da destinate alla comunità.

Ovviamente ci sono, del pari, delle criticità che dipendono da un senso comune troppe volte e troppo spesso condizionato da una campagna mediatica di odio indiscriminato che lascia intravedere resistenze ogniqualvolta ad un giovane straniero è offerta una occasione di lavoro, anche quando viene “creata dal nulla”.

Con la programmazione che la Cooperativa Sociale Ripensarci si propone, si immagina di dare impulso ad operazioni che possano poi trasfondersi nei diversi settori e che possa “capitalizzare” l’esperienza ottenuta nei servizi complementari ai progetti in essere e al contempo immaginare ed implementare attività formative per gli immigrati, ma anche per i giovani lucani disoccupati.

In questo modo, si potrà avere uno sbocco occupazionale immediato e consolidare ed affinare le conoscenze, l’esperienza in campo lavorativo degli ospiti finalizzata alle esigenze del territorio.

Allo stesso tempo e questa è la finalità principale che il progetto si prefigge, grazie ad accordi con i Comuni dell’area interessati, che hanno la disponibilità di terreni agricoli o rilevando terreni dismessi, avviare una attività agricola che, partendo dall’area del vino, dell’olio e del pomodoro possa sperimentare forme di agricoltura di qualità che possa essere un esempio concreto, non di nicchia, per un diverso modello che competa non sullo sfruttamento del lavoro per una svalutazione “competitiva” del lavoro medesimo, bensì sulla qualità: “cosa produrre e per chi produrre”.

Un modello che sconfigga la logica del “caporale” e del caporalato sul terreno di una diversa qualità della vita, dei suoi tempi e del lavoro.

Una produzione agricola di ragazzi migranti e non che possa essere uno sbocco occupazionale atteso che il progetto vedrebbe una complementarità con altri progetti avviati dai nostri partner nonché dalla rete dei circoli Arci, regionali e non (si veda una delle esperienze della Fondazione Città della Pace e per i bambini Basilicata, nostro partner: cucina migrante) .

La complementarità delle attività che la cooperativa sta realizzando sono un valore aggiunto rispetto alla programmazione complessiva e alle attività già in essere.

Complementarità che viene anche costituita dalle attività realizzate dalla rete (Arci, Tolbà, Fondazione Città della Pace) con le loro programmazioni già in essere.

Intanto è in commercio il primo “prodotto” della cooperativa Ripensarci, un vino rosso Igt da nome Aglainos prodotto da uve aglianico in agro di Ripacandida (Pz) da un vigneto con sistema di allevamento a spalliera coltivato su un terreno vulcanico a circa 600 metri sul livello del mare.

I servizi di Ripensarci Cooperativa sociale Onlus

La Ripensarci Cooperativa Sociale Onlus offre una serie di servizi avvalendosi di figure professionali ad hoc per ogni settore.

Manutenzioni

Ripensarci Manutenzioni

Mediazione Culturale

Ripensarci Mediazione Culturale

Inseguamento Lingua Italiana

Ripensarci Insegnamento Lingua Italiana

Pulizie e Sanificazioni

Ripensarci Pulizie e Sanificazioni

Supporto Psicologico

Ripensarci Supporto Psicologico